Società Collaborative: scoperta o invenzione? Un nuovo modo “antico” di fare Economia
Uno dei temi sui quali lavoriamo all’interno di Collaboriamo è la diffusione delle Società Collaborative, frutto di un’attenta analisi dei modelli aziendali più diffusi, svolta per dare nuove risposte ad un’economia che cambia.
Siamo partiti dalla domanda: “È possibile innovare il modello aziendale, partendo da ciò che la normativa già oggi consente?”. E così, studiando e raffrontando, analizzando e coinvolgendo i nostri pazienti amici imprenditori, commercialisti, notai e avvocati, abbiamo “scoperto” le Società Collaborative, che di fatto esistevano già, ma nessuno lo sapeva ancora!
Imprese ibride
Le Società Collaborative sono imprese ibride, che si rifanno alla normativa delle Srl, mutuandone la semplicità e la snellezza di gestione ed innovano il concetto del “fare impresa sostenibile”, traendo la parte concettuale e valoriale dalle Società Cooperative.
Le Società Collaborative affrontano i temi del controllo delle decisioni nell’impresa e si concentrano sul nodo dell’orizzonte temporale: ogni componente viene difatti valorizzata, senza tuttavia subire compressione dei propri diritti, dovuti al fatto che altri vedano maggiori spazi di azione ed espressione.
Le Società Collaborative sono inquadrate perfettamente nella norma riguardante le imprese Srl e pertanto già costituibili e perfettamente armonizzate al sistema normativo italiano.
L’assimilazione delle Società Collaborative alle Srl permette una gestione efficace e snella del capitale, consentendone la remunerazione e la piena disponibilità delle quote sociali per i detentori. Tuttavia, all’interno dell’Assemblea vale il principio di voto capitario tra i Soci: il principio alla base è la piena valorizzazione di tutte le componenti che generano il valore aziendale (purché, ovviamente, in possesso di una quota societaria); ci sarà quindi chi apporta capitale, chi apporta competenze e saperi e chi apporta lavoro.
Le Società Collaborative possono quindi non essere Cooperative, ma società di Capitale, che mantengono le tutele del capitale dei Soci presenti nelle Srl, inserendo temi partecipativi caratteristici della cooperazione.
Nelle Società Collaborative la gestione delle quote capitarie è snella come nelle Srl e il titolare può in ogni modo e momento disporre del valore che esse possiedono: può liquidarle, incassare i dividendi e vederle valorizzate secondo le norme vigenti per le Srl;
altresì nelle Società Collaborative il diritto di voto su temi specifici che abbiano pertinenza con scelte strategiche e i cui effetti si propaghino alle collettività aziendali e alle future generazioni, non è esercitato in base alle percentuali di quote di capitale, ma secondo il principio capitario (una testa, un voto). Questo permette di rivedere il concetto di “proprietà”, rendendo il modello decisionale simile a quello presente nelle Cooperative e in ogni altro consesso democratico.
Nelle Società Collaborative “comanda” chi vive e partecipa l’impresa e ne presidia i saperi e il “noto”, perché capitale, competenze e lavoro coesistono con pari grado di dignità.
Le imprese che pensano al futuro
Le Società Collaborative sono ideali per i giovani che vogliono sviluppare impresa ed essere accompagnati da investitori senior che ne tutelino l’investimento.
Sono altresì strumenti perfetti per riequilibrare i rapporti tra un Socio che apporta capitale e un altro (o più) che apportano valore e saperi, o lavoro che incorpora competenze indispensabili all’impresa.
Le Società Collaborative valorizzano tutte le parti che contribuiscono al successo e alla creazione di una specificità di impresa, tutelando ogni parte e garantendo comportamenti e politiche coerenti nel tempo e costanti, non dipendenti da necessità contingenti od umori di un singolo maggiorente.
Innovare nel pieno rispetto della norma vigente
Le Società Collaborative, come abbiamo già detto, sono perfettamente armonizzate con la legislazione e si caratterizzano, dal punto di vista gestionale ed amministrativo, per due aspetti:
- La valorizzazione dei diversi apporti all’evoluzione aziendale, vigendo la regola del voto capitario. All’interno dell’impresa, le persone che si scelgono come Soci contano tutte in egual misura, pur apportando risorse non omogenee (come idee, know how, capitale e clienti) in forma differente, poiché contribuiscono comunque allo sviluppo dell’attività.
- La snellezza, dato che il titolare delle quote rimane beneficiario della piena disponibilità delle stesse e di tutti i vantaggi relativi (liquidabilità, dividendi, rivalutazioni).
Le Società Collaborative elaborano concetti già perfettamente allineati alla normativa italiana delle Srl, combinando i temi del controllo aziendale, del riconoscimento del valore apportato da ognuno in impresa, del rispetto del concetto di giusta remunerazione degli investimenti e del mantenimento di appetibilità per gli investitori e i finanziatori.
Le Società Collaborative sono l’ideale per chi pensa ad un modello imprenditoriale snello ed attrattivo, ma considera che il “fare utili” non sia l’unico aspetto di cui tenere conto nell’indirizzo delle decisioni aziendali, poiché permettono un raffronto efficace tra portatori di capitale, di idee, di innovazione e di lavoro, in un panorama collaborativo volto a dare slancio e valore all’impresa.
Nel prossimo articolo parleremo di un’altra fondamentale caratteristica delle Società collaborative, per garantirne la piena sostenibilità socio ambientale.
Buona Collaborazione